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Cosa sono gli Scorpioni?

 
Foto: Pandinoides cavimanus


Gli Scorpioni ( o Scorpiones ) sono un ordine di Artropodi chelicerati che fanno parte della classe degli Aracnidi.
Diffusi dalle zone tropicali alle zone temperate, dai deserti alle montagne, questo ordine conta oltre 2500 specie nel mondo, e grazie ad uno studio più approfondito anche a livello genetico, le nuove specie sono in aumento.
Possono avere una grandezza che varia da dodici millimetri a più di venti centimetri (misurati dai cheliceri alla punta del telson).
Di tutte le specie solo una trentina circa sono pericolose per l'uomo.

Gli Scorpioni sono predatori notturni e passano la maggior parte del tempo nascosti sotto sassi, tronchi, cortecce, crepe e in fondo a gallerie, scavate o trovate, per ripararsi dal caldo, dal secco e dai predatori. Ma questi animali sono abili ad unire l'utile al dilettevole, infatti mentre sono riparati nelle tane rimangono sempre in allerta percependo le vibrazioni dal terreno, in modo che siano pronti ad afferrare una possibile preda che si avventuri nella loro dimora.
Al crepuscolo, quando l'aria è più fresca e umida e sono meno visibili ai predatori, iniziano ad affacciarsi dal loro nascondiglio con le chele pronte a sferrare un agguato. Più tardi usciranno totalmente per perlustrare il territorio circostante, avanzando portando i pedipalpi in avanti e infilandoli in buchi e crepe in cerca di una preda che, in base alla specie di scorpione, potrà essere un piccolo artropode, un piccolo rettile o anche dei piccoli mammiferi come topolini.
Per consumare il loro pasto possono metterci anche diverse ore, e stare decine di giorni o anche diversi mesi senza mangiare.

Indice

- Anatomia degli scorpioni

- Il veleno

- Famiglie più conosciute

Sessaggio

- Accoppiamento e parto

- Malesseri e morti







- Anatomia degli Scorpioni -

Gli Scorpioni sono facilmente riconoscibili per i grandi pedipalpi con chele ( fig. A11) e il metasoma ( "coda"  ) che termina con il telson e il pungiglione ( fig.A4).
Il corpo e diviso in due parti, dal prosoma ( o cefalotorace ) e dall'opistosoma ( o addome ). 
L'opistosoma a sua volta si divide in
mesosoma ( o preaddome ), dorsalmente formato da sette segmenti chiamati tergiti e ventralmente da cinque segmenti chiamati sterniti, dove sono situati quattro paia di polmoni a libro, e dal metasoma ( o postaddome ) formato da 5 segmenti più una vescicola detta 
telson ( fig.A4 ) contenente le ghiandole che producono il veleno che verrà iniettato tramite un pungiglione ricurvo (sting).
Sempre ventralmente troviamo l'opercolo genitale ed i peculiari organi a pettine importanti organi sensoriali.
Nella parte ventrale del metasoma tra il 5° segmento ed il telson si trova l'ano.

Anatomia
1 - Cheliceri, 2 - occhi laterali, 3 - occhi mediani, 4 - telson, 5 - troncanter, 6 - femore, 7 - patella, 8 - tibia, 9 - metatarso, 10 - tarso, 11 - pedipalpi

- Piccola curiosità -

Una peculiarità di quasi tutti gli scorpioni è di apparire fluorescenti se irraggiati con luce ultravioletta.
Questa proprietà viene assunta solo dal secondo
stadio in poi e soltanto quando l'esoscheletro è ben indurito.


Giovane Euscorpius italicus illuminato con una lampada di wood







- Il Veleno -

Telson con goccia di veleno

Tutti gli scorpioni possiedono dentro il telson delle ghiandole che producono il veleno che verrà inoculato tramite l'aculeo (o sting).
Il veleno è un mix di varie sostanze differenti per ogni specie di scorpione che agiscono sul sistema nervoso, tranne qualche eccezione come l'Hemiscorpius lepturus che possiede un veleno citotossico che distrugge le cellule e può provocare ulcere necrotizzanti e fenomeni di emolisi.
Queste sostanze vengono usate dallo scorpione per cacciare e, solo se messo alle strette, per difendersi visto che la quantità di veleno è minima e molto preziosa per lui. Per questo, in caso di pericolo questo animale cercherà
il più possibile di scappare o di minacciare con le chele e dei colpi di telson senza iniettare il veleno.
I sintomi che si possono manifestare dopo una puntura di scorpione variano in base alla gravità dell'avvelenamento; partendo da dolore ed edema localizzato, ad ipersudorazione, nausea, brividi, dolori addominali e nei casi più importanti, ipertensione, spasmi muscolari, febbre, diarrea, problemi respiratori, vomito ed edema polmonare che, se non tempestivamente curati, potranno peggiorare fino a portare alla morte del mal capitato per insufficienza respiratoria o cardiaca. Solitamente gli individui che manifestano gravi avvelenamenti sono bambini ( soprattutto quelli fino ai 5 anni di età ), anziani, persone con gravi problemi di salute e/o ipersensibilità ai componenti del veleno.
Questo non vuol dire però che tutti gli scorpioni sono pericolosi per l'incolumità umana! La puntura della maggior parte di essi è innocua per un essere umano sano, con effetti paragonabili a quelli di una puntura di vespa.
Contrariamente a quanto si crede, per "cultura popolare o televisiva", gli scorpioni non sono dei tremendi animali in cerca di qualcuno da pungere, e non sono neanche così "pericolosi" e mortali come si vuole far credere. Infatti, solo una settantina di specie, su le circa 2100, possono causare da lievi a gravi reazioni sistemiche sull'uomo e una trentina sono le specie potenzialmente in grado di uccidere delle persone. In oltre, c'è da dire che anche lo scorpione con il veleno più attivo ( Leiurus quinquestriatus ) è in grado di uccidere un uomo solo raramente.
C'è chi confonde animale velenoso con animale pericoloso, non sapendo che un animale velenoso sarà più o meno pericoloso in base 
alla velocità, aggressività, imprevedibilità e soprattutto all'attività e alla quantità del veleno in grado di iniettare. Solo un insieme di questi fattori ( ed altri ) potrà dirci quanto uno scorpione, un ragno o un serpente siano effettivamente pericolosi.
L'attività del veleno viene espressa con la sigla LD 50 ( Lethal Dose ) che indica la quantità di veleno per chilogrammo che sono serviti per uccidere il 50% delle cavie da laboratorio; più la cifra è bassa più il veleno è tossico. In oltre, deve essere precisato il metodo di inoculazione del veleno che, per gli scorpioni, solitamente è quella sottocutanea (sc); ad esempio il Leiurus quinquestriatus ha un LD 50 di  0,25 mg/Kg.
Gli scorpioni da temere sono quasi tutti appartenenti alla famiglia dei Buthidae ed alcune specie dei generi di seguito elencati potrebbero provocare da lievi a gravi e fatali reazioni nell'uomo:
Famiglia dei Buthidae, genere Androctonus, Buthus, Centruroides, Hottentotta, Leiurus, Mesobuthus, Odontobuthus, Parabuthus, Tityus e nella famiglia degli Hemiscorpiidae il genere Hemiscorpius.








- Famiglie di Scorpioni più conosciute -

In base al modo in cui vengono suddivisi dagli autori, ci sono da tredici a una ventina di famiglie.
Di seguito vengono elencate alcune tra le più famose, particolari e più allevate in terrari: Scorpionidae, Buthidae, Euscorpiidae, Hemiscorpiidae.




- Scorpionidae -


Heterometrus petersii

Alla famiglia degli Scorpionidae appartengono circa 200 specie (è la seconda famiglia in ordine di numero di specie).
Tra queste ci sono i giganti tra gli Scorpioni, come il Pandinus imperator e l'Gigantometrus swammerdami, le specie di scorpioni viventi più grandi al mondo (considerando non solo la lunghezza ma anche la massa).
Di solito di colore scuro, dal nero al marrone, ma ci sono specie anche di color sabbia come lo Scorpio palmatus.
Caratteristiche le grandi
chele e metasoma relativamente sottile, dettagli che tradiscono il loro veleno poco attivo.
Abitano zone tropicali e subtropicali, tra foreste pluviali e savane fino a zone semi aride in alcune specie.
Sono tra i scorpioni più allevati in terrario e tra loro ci sono specie in grado di scavare lunghi tunnel sotterranei ( Pandinus spp, Scorpio spp. Ophistophthalmus spp ecc. ).



- Buthidae -


Androctonus australis

Ragruppando circa la metà delle specie di scorpioni, con più di 1170 specie, la famiglia dei Buthidae è largamente la più grande dell'ordine.
A questa famiglia appartiene anche il primato delle specie "più velenose", come il Leiurus quinquestriatus ( LD50  0,25 ), Androctonus australis
LD50  0,32 ), Tityus serrulatus LD50  0,43 ) Centruroides limpidusLD50  0,69).
Interessante la peculiarità di alcune
specie, come ad esempio il Tityus uruguanyensis ed il 
Tityus serrulatus, in grado di riprodursi anche per partenogenesi e di altre, come il Parabuthus transvaalicus, che possono spruzzare il loro veleno ad una certa distanza.
I Buthidae sono scorpioni di piccole e medio grandi dimensioni, con una grandezza che va dai 12 mm ai 16 cm (
Parabuthus villosus ).
Spesso di colore giallo sabbia/marrone chiaro o neri, ma ci sono specie che hanno una colorazione arancione ( Heteroctenus junceus ) o con striature e macchie appariscenti ( Isometrus maculatus ).  
Sterno triangolare, chele sottili e metasoma lungo e robusto; caratteristiche dei scorpioni che contano spesso sull'efficacia del proprio veleno.
Questi scorpioni si possono trovare dalle foreste tropicali, calde ed umide, ai deserti più caldi e aridi.




- Euscorpiidae -


Euscorpius aquilejensis

Alla famiglia degli Euscorpiidae appartengono più di 160 specie, tra cui  i nostri Euscorpius.
Si trovano in Europa, nord Africa, America e Asia, in zone temperate.
Scorpioni piccoli e medio piccoli, solitamente scuri ( neri, marroni, rossastri e raramente chiari), con
chele grandi e metasoma relativamente sottile, con veleno poco attivo.



- Hormuridae -


Hadogenes paucidens

Alla famiglia degli Hormuridae fanno parte circa 88 specie.
Fanno parte di questa famiglia gli Hadogenes spp; I maschi di alcune specie di questo genere di scorpioni possono arrivare a 20 cm di lunghezza, di forma piatta e 
metasoma lungo e sottilissima, un corpo adatto a nascondersi tra le crepe delle rocce.
E' spesso allevato in terrari e sono tra gli scorpioni con il metabolismo più lento.






- Sessaggio -



Il riconoscimento del sesso negli scorpioni a volte può non essere facile, in quanto questo ordine non ha sempre un evidente e fisso dimorfismo sessuale. Infatti dobbiamo basarci su più e meno evidenti particolari che cambiano completamente o addirittura si contrappongono in base alla famiglia, genere e spesso alla specie. Quindi per sessare un esemplare prima di tutto dobbiamo capire a quale specie, genere o almeno famiglia appartiene.

I caratteri distintivi più comunemente usati sono gli 
organi a pettine che in alcune specie possono permettere il sessaggio con assoluta sicurezza basandosi sulla loro lunghezza; Infatti spesso i maschi adulti hanno questi organi più lunghi delle femmine. Per valutare questo carattere distintivo spesso può servire avere due esemplari di sesso differente per confrontare le forme e le lunghezze dei rispettivi pettini ( fig. 1-2 ), o pure si possono contare i denti dei pettini che, in alcune specie, permettono di sessare gli scorpioni fin da subito dopo il parto. Per fare ciò dobbiamo avere una specie in cui il numero di questi segmenti non possa essere uguale o si sovrapponi il meno possibile, come numero, tra maschio e femmina. Ad esempio l'Heterometrus petersii può avere 15/19 denti in entrambi i sessi, quindi questo metodo non può essere usato con questa specie. Negli esemplari di Euscorpius flavicaudisle femmine possono avere da 7-7 a 9-10 pettini ( 7-7 vuol dire che ha 7 denti in entrambi i pettini, 9-10 che ne ha 9 ad uno e 10 all'altro ), i maschi ne possono avere da 9-9 a 11-11, questo vuol dire che solo gli esemplari con un numero di pettini che va da 7-7 a 8-8 potranno essere sessato come femmine e solo quelli che ne hanno da 10-10 a 11-11 potranno essere sessati come maschi. Mentre negli esemplari di Euscorpius tergestinus, solitamente, i maschi hanno 8-8/8-9 denti dei pettini e le femmine ne hanno 7-7, quindi facilmente sessabili ad ogni stadio di sviluppo.


                
fig.1- organi a pettine Heterometrus petersii maschio                                          fig.2- organi a pettine Heterometrus petersii  femmina



Altri caratteri per sessare gli scorpioni possono essere:
La forma e la grandezza del 
telson, ad esempio negli esemplari di Euscorpius spp adulti i maschi hanno il telson molto più gonfio delle femmine ( fig.3-4 ).
La lunghezza del 
metasoma, come ad esempio negli esemplari maschi di Hadogenes spp e Centruroides spp adulti, dove questa parte dell'opistosoma è visivamente più lunga ( fig.5-6 ).
La forma e la lunghezza delle 
chele e dei pedipalpi in generale, ad esempio i maschi delle specie di Chersonesometrus tristis ed Heterometrus longimanus hanno femori, patelle e chele molto più allungate delle femmine. I maschi di Euscorpius spp  hanno le chele con una tacca sul dito fisso molto più evidente, anche se in alcune specie è più accentuata come nell'Euscorpius flavicaudis ( fig.7 ) mentre in altre è meno evidente come nell'Euscorpius concinnus, o ancora il maschio di Heterometrus petersii ha un dente molto più pronunciato sul dito mobile ( fig.8 ).


telson di Euscorpius concinnus maschio                   telson di E. concinnus femmina
fig.3- telson di E. concinnus maschio                                            fig 4- telson di E. concinnus femmina

metasoma di Centruroides nitidus maschio                   metasoma di Cetruroides nitidus femmina
fig.5- metasoma di C. nitidus maschio                                           
fig.6- metasoma di C. nitidus femmina

tacca su chela di Euscorpius flavicaudis                   dente su dito mobile di Heterometrus petersii maschio
fig.7- tacca su dito fisso di E. flavicaudis maschio                           fig.8- dente su dito mobile di H. petersii maschio


Anche la forma dell'opercolo genitale, che in alcuni appartenenti alla famiglia degli Scorpionidae ad esempio, può essere più ellittica nel maschio e più triangolare nella femmina può orientarci nel sessaggio o la
linea del corpo che, specialmente nella famiglia dei Buthidae, è più longilinea nei maschi.
Questi e altri caratteri distintivi sono da tener conto nel sessaggio che, come visto, può essere diverso a seconda della specie.



                                                                                                                 



- Accoppiamento e parto -


La maggior parte degli scorpioni non tollera i propri simile ( e neanche gli altri animali; con cui può avere un rapporto di cacciatore e preda, da preda cacciata, o indifferenza perché piccoli e insignificanti ). Diciamo che non sono affatto "socievoli", e le uniche attenzioni verso un suo simile sono rivolti all'altro sesso solo per il tempo necessario all'accoppiamento.

Gli Scorpioni che vivono nelle zone temperate, si accoppiano in primavera e a volte estate. Quelli che vivono in zone tropicali invece possono accoppiarsi tutto l'anno.
Una volta incontratisi (anche grazie ai recettori negli 
organi a pettine), il maschio afferra le  chele della femmina (Foto 1) e in uno stato di continua allerta e diffidenza, comincia un tira e molla simile ad una danza. A volte si possono osservare dei tremiti ai rispettivi metasoma, oppure il classico "bacio"dove il maschio affera i cheliceri della femmina ( Foto 2) o ancora una puntura da parte del maschio nei confronti della femmina tra chela e patella.
Tutto questo fino a che il maschio trova un terreno adeguato per posizionare la spermatofora (Foto 3), tirare la femmina fino a che non ci vada sopra, e la spermatofora rilasci lo sperma.
Dopo di che può verificarsi una baruffa dove di solito il maschio scappa, in seguito ognuno va per la propria strada.

 
         


Foto 1
   
Bacio Heterometrus petersii
Foto 2


Foto 3

A seconda della specie, i piccoli potranno nascere dopo due/tre mesi (come in alcuni scorpioni appartenenti alla famiglia dei Buthidae) oppure dopo un anno e mezzo ( come nel genere Hadogenes).
Per quel giorno la futura mamma sarà diventata molto gonfia e si vedranno ben distinti gli spazi tra i tergiti, cercherà un posto nascosto e umido per partorire direttamente piccoli già formati, da poche unita a diverse decine di piccoli scorpioncini  gonfi e molli.
La madre si posizionerà sollevata sulle zampe anteriori per agevolare l'uscita dei piccoli che in seguito si arrampicheranno sul dorso della madre, dove vi rimarranno fino alla prima muta, ossia circa per una/due settimane a seconda della specie. Dopo di che i piccoli cominceranno a vagare nei territori circostanti ma rimanendo nei dintorni della tana per qualche giorno ancora.
Nel periodo post parto fino alla prima muta dei piccoli ne la madre ne i suoi figli avranno bisogno di nutrirsi; la madre non ne sentirà il bisogno, così che non cannibalizzi i propri figli.
I giovani scorpioni muteranno fino alla maturità sessuale (circa 5/8 mute), impiegandoci da qualche mese a diversi anni, in base alla specie, alla quantità di cibo a disposizione e al clima. Prima della muta lo scorpione digiunerà per diversi giorni e sarà diventato molto gonfio, con i tergiti molto distanziati tra loro. In questo momento è meglio non disturbarlo ( levare eventuali prede rimaste vive) fino a circa dieci giorni dopo la muta
; Infatti il momento della muta e della post muta sono i più delicati e pericolosi, in quanto sono incapaci di difendersi ed il nuovo esoscheletro impiega qualche giorno per indurirsi, inoltre può capitare che lo scorpione si incastri o si ferisca non riuscendo a portare a termine la muta o addirittura venga divorato da prede rimaste vive.

Cliccare sulla foto

  

 
Foto dalla premuta alla fine dell'ecdisi di un giovane Heterometrus petersii



esuvie della vita di un Heterometrus petersii
Dimostrazione dello sviluppo di un Heterometrus petersii tramite le esuvie 


- Malesseri e morti -


A volte può capitare che uno scorpione muoia senza alcun motivo apparente.
Quando questo accade, a parte la morte per vecchiaia, potrebbe essere una morte per colpa di: micosi, batteri, acari, nematodi o valori di temperatura ed umidità non idonei.
Infatti come tutti gli esseri viventi anche i nostri corazzati scorpioni possono essere attaccati da microrganismi che lo possono portare alla morte.
Purtroppo non ci sono cure e quando ci accorgiamo degli effetti causati dagli organismi parassiti è di solito troppo tardi.
L'unica cosa da fare è cercare di prevenire questi attacchi tenendo il terrario il più possibile pulito e arieggiato e attenersi ai parametri consentiti per la specie detenuta.
Anche in natura può accadere, infatti spesso gli scorpioni prelevati in natura sono parassitati.
In natura però sono meno stressati e quindi riescono meglio a controbattere gli attacchi dei parassiti.
Quindi prima di prendere uno scorpione attenti che non abbia piccoli amici o macchie scure tra i
tergiti, i cheliceri e sotto al mesosoma, e che sia vitale pronto a scattare sulla difensiva con le chele e il metasoma!



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